Senza fare altri corsi di tecniche, senza buttare via niente di quello che hai già studiato, portando a guarigione il paziente già dalle prime sedute.
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Non ci crederai ma... per anni ho lavorato al buio.
E alcune volte mi è andata pure davvero bene.
Il paziente si alzava dal lettino, girava il collo, mi guardava e mi diceva: «ma che mi hai fatto?»
E io ero contento... Sinceramente contento.
Peccato che se in quel momento qualcuno mi avesse fermato per chiedermi perché avesse funzionato, non avrei saputo rispondere.
Ci sono stati anni interi in cui, tornando a casa la sera, mi risuonavano in testa sempre le stesse domande:
«Perché su questo paziente ha funzionato e sull'altro no?»
«Da dove parto lunedì con quello che non si sblocca?»
«Quale tecnica dovrei utilizzare?»
«E se torna uguale anche stavolta, cosa gli faccio di diverso?»
«Come metto insieme tutto quello che ho studiato in questi anni?»
E se in questo momento ti sei riconosciuto anche solo in una di queste, non è un caso, ci arriviamo tra poco...
Perché poi c'era l'altra scena.
Il paziente torna alla seconda seduta, si siede sul lettino, e prima ancora che io gli chieda come fosse andata mi dice:
«Guarda, i primi tre giorni stavo benissimo, ma poi mi è tornato di nuovo a far male.»
E lì facevo l'unica cosa che sapevo fare.
Riprovavo.
Cambiavo tecnica, ne aggiungevo un'altra o facevo la cosa più intuitiva: proponevo qualche seduta in più e vedevo come andava la settimana dopo.
E quando neanche quello bastava, pensavo che bastasse iscriversi a un altro corso e imparare qualche nuova tecnica che ancora non conoscevo.
La verità è che stavo andando a tentativi ma senza saperlo.
Aspetta però.
«Andare a tentativi» non significa fare le cose sbagliate.
L'anamnesi la facevo, e la facevo come me l'avevano insegnata. I test li facevo, ed erano quelli che sapevo fare. E le tecniche le eseguivo bene, perché quelle le avevo studiate e pagate.
Il problema era un altro, ed è un problema che allora non sapevo nemmeno nominare:
quelle cose non erano legate fra loro.
Erano tre fogli sparsi sulla scrivania. Il colloquio da una parte, l'osservazione dall'altra, i test da un'altra ancora. E quando avevo finito di raccoglierli, davanti a me non avevo una risposta: avevo una pila di informazioni corrette e nessuno che mi avesse mai spiegato in che ordine leggerle.
Così, dopo essermi fatto il segno della croce, facevo quello che sapevo fare meglio: applicavo nuovamente altre tecniche sperando nella guarigione del paziente seduta dopo seduta.
Ma i corsi che avevo fatto non c'entravano niente. Non che fossero sbagliati, erano solamente corsi incompleti: in pratica nessuno mi aveva mai spiegato quale tecnica usare, quando usarla e perché.
Rimangono pochi posti disponibili
Candidati ora a Osteopatia ApplicataUn tutor ti chiamerà per valutare insieme a te se questo percorso fa davvero al caso tuo.
La mia garanzia personale
Se vieni a Osteopatia Applicata e alla fine del primo giorno hai deciso che non è il posto che fa per te, o che non ho mantenuto la mia promessa…
…ti rimborserò l'intero biglietto, SENZA battere ciglio.
E sai qual è la cosa che oggi ti separa, più di qualunque altra, dal sapere sempre da dove partire con il paziente che hai davanti?
Sono i concetti.
O meglio, per dirla nel modo esatto, sono i concetti applicati alle tecniche.
È la mancanza di concetti che allunga il numero di sedute che ti servono per far star bene il tuo paziente.
Ed è sempre lei il motivo per cui, nonostante gli anni di formazione e i soldi che hai già investito, quando ti entra in studio un caso complesso accade questo:
Alain Bernard, l'uomo che ha portato l'osteopatia in Italia e il più grande strutturalista che sia mai esistito, ha costruito l'intera sua professione su una sola idea. È la frase che nella scuola in cui mi sono formato si ripeteva fino all'ossessione:
«I concetti non curano le persone, ma una tecnica priva di concetti non può assurgere al ruolo di terapia.»
Alain Bernard, Osteopata D.O.
E ne diceva un'altra, che io ho capito solo sulla mia pelle:
«L'insegnamento che faccio è una clinica quotidiana, e non più un corso teorico dove le teste sono piene ma le mani purtroppo molto vuote.»
Perché quando ho iniziato io ho fatto esattamente l'errore che facciamo tutti: mi sono tuffato a capofitto su corsi su corsi per imparare il maggior numero di tecniche possibile, convinto che sarebbero state quelle lo strumento per far star bene più pazienti.
Il risultato, ogni volta che finivo un corso, era sempre lo stesso: tornavo nel mio studio più insicuro di prima, e con molta più confusione in testa.
Poi, a un certo punto, ho smesso di aggiungere e ho cominciato a mettere in ordine.
Ho preso i concetti, li ho applicati alle tecniche che già conoscevo, e da lì è nata la cosa che mi era sempre mancata...
Cioè un modo per decidere, su quel paziente lì e in quel giorno lì, quale tecnica serve, in che momento e perché.
Così, senza dover andare a tentativi, manipolavo una struttura invece di un'altra aspettandomi un risultato preciso, perché me lo dicevano i concetti.
Ci sono voluti ventidue anni di studio e più di diecimila pazienti trattati, tra errori e successi, per tirare fuori quello che funziona davvero e buttare via tutto il resto.
Ed è tutta qui la differenza, e si vede molto meglio se te la metto una accanto all'altra.
Quello che mi mancava, alla fine, era una cosa sola: un metodo basato sul ragionamento.
Un metodo replicabile, che ti dice esattamente cosa fare e perché.
Se il paziente torna e sta bene, sai perché sta bene: quindi il ragionamento che avevi fatto era quello giusto.
Se torna migliorato a metà, sai di essere sulla strada giusta, quindi devi soltanto svilupparla meglio.
E se torna uguale, o addirittura peggio, sai comunque quale ragionamento avevi fatto la volta prima.
Quindi sai dove agire e riparti da lì.
Tre scenari diversi, e in tutti e tre sai esattamente dove ti trovi.
Tutto quello che insegniamo esiste per un solo scopo: portarti al punto in cui, davanti a un paziente, tu sai cosa fare.
Ed è esattamente quello che puoi ottenere anche tu, senza dover aspettare vent'anni come ho fatto io.
Cosa trovi all'interno di…
8 lezioni dal vivo in aula
Colonna, coste e bacino
Struttura
Concetti, strategie e razionale per trattare le disfunzioni di colonna. Valutazione e normalizzazione di colonna, coste e bacino.
Arto inferiore
Struttura
Problematiche di anca, ginocchio, caviglia e piede. Come l'arto inferiore può generare sintomatologie di colonna.
Arto superiore
Struttura
Problematiche di spalla, gomito, polso e mano. Come la colonna può influenzare l'arto superiore.
Ernie
Struttura
Ernie del disco, sciatiche, radicoliti e cervicobrachialgie. Vertigini, scoliosi e integrazione dei moduli precedenti.
Organi sovramesocolici
Viscerale
Anatomia, fisiologia, clinica e razionale. Correlazioni a sintomi strutturali, disfunzioni viscerali e tecniche di normalizzazione.
Organi sottomesocolici
Viscerale
Anatomia, fisiologia, clinica e razionale. Correlazioni a sintomi strutturali, disfunzioni viscerali e tecniche di normalizzazione.
Organi del torace e collo
Viscerale
Anatomia, fisiologia, clinica e razionale. Correlazioni a sintomi strutturali, disfunzioni viscerali e tecniche di normalizzazione.
Applicazione su pazienti reali
Tre giorni di applicazione pratica su pazienti reali. Integrazione clinica di tutto il percorso Osteopatia Applicata.
Ma non è finita qui… hai anche questi 8 bonus
Modulo ATM
Un modulo intero dedicato all'articolazione temporo-mandibolare, una delle strutture che condiziona di più il resto del corpo e che quasi nessuno valuta.
Lezioni del Neurologo, dell'Ortopedico e del Radiologo
Prima di ogni distretto la clinica te la insegna chi la fa tutti i giorni, così sai riconoscere subito quando un paziente è di tua competenza e quando va inviato.
3 Moduli di Mézières in una visione osteopatica
Le catene muscolari lette con l'occhio dell'osteopata, per capire perché il dolore si manifesta lontano da dove nasce.
50 Crediti ECM
Inclusi nel percorso e rilasciati con l'esame finale. Non devi pagarli a parte e non devi rincorrerli altrove.
I Docenti di Osteopatia Applicata
Sono terapisti che il lunedì stanno al lettino come te, e che questo percorso l'hanno fatto da studenti prima di insegnarlo. Quando hai un dubbio parli direttamente con loro.
Gruppo WhatsApp della tua classe
La tua classe e i docenti nello stesso posto. Porti il caso vero che hai in studio, con anamnesi, osservazione e test, e lo si ragiona insieme senza aspettare il modulo dopo.
Tirocinio nel mio studio
Vieni a vedere come si lavora davvero, con i pazienti veri. Illimitato, e anche dopo che il percorso è finito.
Materiale didattico stampabile e scaricabile
Lo ricevi prima di ogni modulo, così arrivi in aula sapendo già di cosa parleremo.
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Le iscrizioni alla 10ª edizione di Osteopatia Applicata chiudono il 18 settembre 2026
Dentro Osteopatia Applicata ho messo tutto quello che ho imparato in ventidue anni e tutto quello che uso ancora oggi nel mio studio: i miei errori, i miei successi, e tutto il tempo, la fatica e i soldi che mi sono serviti per arrivarci. Così tu non devi rifare la stessa strada da solo.
8 Moduli
Struttura, viscerale e un modulo intero su pazienti veri.
24 Giorni in aula
Tre giorni ogni due mesi, con le date già fissate per tutto l'anno.
1 Ragionamento terapeutico
Basato sul paziente che ti trovi davanti, non sul sintomo che ti porta.
Un tutor ti chiamerà per valutare insieme a te se questo percorso fa davvero al caso tuo.
Chiara Ramadoro
Fisioterapista
★★★★★
«Ho già fatto diversi corsi sulla terapia manuale, ma non avevo mai acquisito una sicurezza come quella che sono riuscita ad acquisire nel giro di un anno.»
Bruno Faggi
Fisioterapista
★★★★★
«Il mio lavoro è cambiato completamente: ho accorciato i tempi e i risultati sono migliorati tantissimo.»
Francesca Cicivizzo
Fisioterapista
★★★★★
«Le tempistiche di guarigione dei pazienti si sono notevolmente ridotte, e sono riuscita ad affrontare problematiche che prima non riuscivo a risolvere.»
Luigi Merola
Fisioterapista
★★★★★
«Mi serviva una strategia per identificare il problema principale e dare subito beneficio al paziente.»
Marco Cristini
Fisioterapista e Chinesiologo
★★★★★
«Mi sono reso conto di essere migliorato molto nella manualità e di avere a disposizione armi in grado di farmi gestire qualsiasi tipo di situazione.»
Francesco Campioni
Fisioterapista
★★★★★
«Ho cambiato il mio approccio e la mia strategia terapeutica. Mi ha dato la spinta ad aprire lo studio.»
Andrea Di Matteo
Fisioterapista
★★★★★
«Ha scardinato parecchie delle convinzioni che avevo prima e mi ha insegnato tecniche che si spendono facilmente nella realtà quotidiana.»
Claudio Ferrari
Osteopata
★★★★★
«Avere un metodo basato su dei concetti che ti danno spunti di ragionamento e ti consentono di impostare il trattamento con una logica e una sequenza.»
Edoardo Bressan
Osteopata
★★★★★
«Sentivo di aver bisogno di più sicurezza nei test e di avere una strategia terapeutica che avesse un senso.»
Tre giorni ogni due mesi, con le date già fissate per tutto l'anno.
Colonna, coste e bacino
Struttura
Concetti, strategie e razionale per trattare le disfunzioni di colonna. Valutazione e normalizzazione di colonna, coste e bacino.
Arto inferiore
Struttura
Problematiche di anca, ginocchio, caviglia e piede. Come l'arto inferiore può generare sintomatologie di colonna.
Arto superiore
Struttura
Problematiche di spalla, gomito, polso e mano. Come la colonna può influenzare l'arto superiore.
Ernie
Struttura
Ernie del disco, sciatiche, radicoliti e cervicobrachialgie. Vertigini, scoliosi e integrazione dei moduli precedenti.
Organi sovramesocolici
Viscerale
Anatomia, fisiologia, clinica e razionale. Correlazioni a sintomi strutturali, disfunzioni viscerali e tecniche di normalizzazione.
Organi sottomesocolici
Viscerale
Anatomia, fisiologia, clinica e razionale. Correlazioni a sintomi strutturali, disfunzioni viscerali e tecniche di normalizzazione.
Organi del torace e collo
Viscerale
Anatomia, fisiologia, clinica e razionale. Correlazioni a sintomi strutturali, disfunzioni viscerali e tecniche di normalizzazione.
Applicazione su pazienti reali
Tre giorni di applicazione pratica su pazienti reali. Integrazione clinica di tutto il percorso Osteopatia Applicata.
Tutti compresi nel percorso, senza costi aggiuntivi.
Modulo ATM
Un modulo intero dedicato all'articolazione temporo-mandibolare, una delle strutture che condiziona di più il resto del corpo e che quasi nessuno valuta.
Lezioni del Neurologo, dell'Ortopedico e del Radiologo
Prima di ogni distretto la clinica te la insegna chi la fa tutti i giorni, così sai riconoscere subito quando un paziente è di tua competenza e quando va inviato.
3 Moduli di Mézières in una visione osteopatica
Le catene muscolari lette con l'occhio dell'osteopata, per capire perché il dolore si manifesta lontano da dove nasce.
50 Crediti ECM
Inclusi nel percorso e rilasciati con l'esame finale. Non devi pagarli a parte e non devi rincorrerli altrove.
I Docenti di Osteopatia Applicata
Sono terapisti che il lunedì stanno al lettino come te, e che questo percorso l'hanno fatto da studenti prima di insegnarlo. Quando hai un dubbio parli direttamente con loro.
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E perché sa sempre quale tecnica usare, su chi e perché
Sono Alessio Collalti e sono considerato uno dei massimi esperti in Italia nel campo della strategia terapeutica applicata alla pratica clinica quotidiana.
Formazione accademica di eccellenza: Laureato in Fisioterapia presso l'Università “La Sapienza” di Roma e Osteopata D.O. presso la prestigiosa scuola “EOP – Scuola Alain Bernard”
Esperienza didattica consolidata: Docente e assistente presso la scuola di osteopatia per diversi anni, formatore presso l'Università “La Sapienza” per gli studenti dell'ultimo anno di Fisioterapia
Specializzazione clinica riconosciuta: Esperto nel trattamento delle problematiche osteo-articolari e della colonna vertebrale, con particolare competenza nelle sintomatologie radicolari e discali
Consulente istituzionale: Consulente osteopata e fisioterapista dell'Accademia Nazionale di Danza di Roma, unica realtà universitaria che forma professionisti della danza, ruolo ottenuto tramite bando pubblico
Creatore di metodologie formative: Fondatore e direttore scientifico dei corsi “Osteopatia Applicata” e “Osteopathic Revolution”, programmi formativi riconosciuti nel settore
Autore pubblicato: Autore del libro “Il mio manuale di osteopatia strutturale – Tecniche”
Autore pubblicato: Autore del libro “Il mio manuale di osteopatia strutturale – Concetti”
Da oltre 22 anni svolgo la mia professione come libero professionista, avendo gestito diversi studi e collaborando con figure mediche specialistiche. La mia missione è trasferire l'esperienza clinica concreta acquisita in migliaia di trattamenti per formare terapisti che sappiano utilizzare un razionale terapeutico e ottenere risultati consistenti.
Non dovresti perdere un altro secondo: candidarti qui sotto e parlare con un Tutor è il primo passo che ti condurrà sulla vetta del successo.
Ma per un istante, facciamo finta che tu abbia in testa questa domanda:
«E se una volta che mi iscrivo al corso, scopro che non è utile come hai detto?»
Sono più che certo che uscirai da questo corso con una capacità straordinaria di pianificare una strategia terapeutica e un trattamento.
E sono altrettanto sicuro che potrai portare tutti quei concetti nella tua pratica quotidiana e far esplodere i tuoi risultati…
Proprio perché lo sono, se vieni a Osteopatia Applicata e alla fine del primo giorno hai deciso che non è il posto che fa per te, o che non ho mantenuto la mia promessa…
Non devi nemmeno dirmi perché e per come.
Andrai dal tuo Tutor, gli dirai che non vuoi continuare a seguire il corso, e procederemo al rimborso INTERO.
Quindi male che vada, nella peggiore delle ipotesi, avrai seguito un intero giorno di lezioni completamente gratis.
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No, e non è una cosa che facciamo per darci un tono: non prendiamo tutti.
Lasci i tuoi dati, un tutor ti chiama e si guarda insieme a che punto sei, cosa stai già facendo in studio e cosa ti serve davvero. Se posso esserti utile te lo dico, e se non posso te lo dico lo stesso.
Candidarti non ti impegna a niente: è una consulenza, non un modulo d'iscrizione. Serve a me per capire se sei la persona giusta, e serve a te per non spendere un anno e mezzo nel posto sbagliato.
Facciamo una prova.
Se ti metto davanti un paziente e ti chiedo di analizzare meccaniche di Littlejohn, archi funzionali, piramidi, schemi, fulcri e pivot… sei in grado di dirmi se quello che ha davanti è un problema più a carico di un arco funzionale o della biomeccanica? Se va gestito sui fulcri o sulle piramidi?
Se la risposta è sì, hai ragione tu e questo percorso non ti serve.
Se la risposta è no, allora quei concetti li conosci ma non li sai applicare, e sono due cose completamente diverse. Il nome ce l'hanno tutti, l'uso quasi nessuno.
E poi c'è una domanda che vale più della mia: se le sapevi già, come mai oggi non stai ottenendo i risultati che vorresti?
Hai perfettamente ragione, ed è esattamente il motivo per cui questo metodo esiste.
Io non ti do un trattamento uguale per tutti i pazienti. Ti do il modo per capire quale serve a quello che hai davanti oggi.
Ti faccio l'esempio più semplice che ho: due pazienti con la stessa ernia, la stessa risonanza e lo stesso identico referto. Uno è costruito in avanti, l'altro all'indietro. Stesso foglio in mano, e il trattamento che serve è opposto.
Quello che resta sempre uguale è il ragionamento. Quello che cambia ogni volta è la strategia che ne esce.
È il pensiero più comune di tutti, e ti do una buona notizia: non è un problema.
La prima slide del percorso è «che cos'è l'osteopatia». Da lì si riparte tutti insieme, e nessuno arriva avvantaggiato. Poi hai un docente, un tutor e il gruppo della tua classe: se durante la settimana hai un paziente che non si sblocca, mandi anamnesi, osservazione e test e lo ragioniamo insieme.
E ti dico una cosa che stupisce tutti: i risultati migliori li abbiamo visti proprio in chi partiva da più indietro. Perché non aveva niente da disimparare. Chi ha quindici anni di abitudini nelle mani ha molto più da disfare.
Me la fanno sempre, e me la merito: è tutto il giorno che ti parlo di ragionamento.
Ma il nostro è un lavoro manuale, e in aula si pratica. Il ritmo è sempre lo stesso: teoria breve, tutti sul lettino, di nuovo teoria, di nuovo lettino, per tutti e tre i giorni.
La tecnica è fondamentale. Solo che sta al servizio del ragionamento, e non il contrario.
E l'ultimo modulo si fa su pazienti veri, non tra compagni di corso.
Perché ragionare non è un contenuto che ascolti. È una procedura che ripeti finché non diventa tua.
In tre giorni te la spiegano. Non te la fanno diventare tua.
Qui sono ventiquattro giorni d'aula distribuiti su un anno e mezzo, e sono distribuiti apposta: tra un modulo e l'altro torni nel tuo studio e lo applichi sui tuoi pazienti, e al modulo dopo porti quello che ha funzionato e quello che non ha funzionato. È lì che il ragionamento smette di essere una cosa che hai sentito e diventa una cosa che sai fare.
E alla fine c'è un modulo intero sui pazienti veri, con un esame.
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